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20/APR/1948
Verso Santiago: I Santi, con noi

“Si vivo no cejaré en este empeño; si muero, encargo a los jóvenes de Acción Católica que recojan mi sangre y la hagan fecunda”.

Así, con estas ardorosas palabras que saben a milicia y a mística, a fragor de batalla y a serenidad de claustro, sintetizaron la única trayectoria de sus anhelos eternos, y el móvil del sacrificio heroico de sus vidas siete mil mártires de la Juventud de A. C., en la Cruzada Nacional.

El Señor aceptó su sangre generosa para con ella fecundar la Santa Iglesia de Dios. Y al irse los mejores, nos dejaron en nuestras manos la empresa de peregrinar y hacer peregrinar a la juventud de España, de Hispanoamérica y del mundo entero hacia la Santa Ciudad de Compostela, en gracia de Dios.

Son los Adelantados de nuestra empresa. Los que forjaron la historia de nuestra Obra y los que le dieron el temple cristiano y peregrinante.

El recuerdo de aquellos hermanos nuestros que, en número de más de 7.000, se dejaron matar por el mismo ideal que nosotros sustentamos, produce en nuestras almas, además del escalofrío de lo sublime, un santo impulso a fomentar aquello por lo que ellos supieron morir.

Las palabras de nuestros Mártires tienen para nosotros la equivalencia del sentido de sus vidas.

“Para Santiago” —decía Antonio Rivera— que santo y con su vida no desmintió jamás aquella santa consigna y al morir quedó su consigna engrandecida y abrillantada por el hecho de su martirio.

Manolo de Llanos murió perdonando al miliciano que le clavó de un culatazo, el Crucifijo de Propagandista en la garganta.

Y así, hasta siete mil. En estos días, en que con la vehemencia ilusionada, con que se llevan a cabo los deseos largamente contenidos, estamos ultimando los preparativos para marchar hacia Compostela los peregrinos de Santiago pedimos al Señor que estuvo presente en sus almas con toda la fuerza de un ideal profundamente sentido, que no seamos indignos de los Hermanos Mayores. Así, con mayúsculas.

Somos usufructuarios de los méritos de nuestros siete mil mejores. Llevamos las manos ungidas por su sangre martirial. Siete mil vidas en el cielo alumbran el suelo que lleva a Compostela.

¿Apostatar? ¿Cruzarse de brazos? ¿Vivir en simple apatía? ¿Traición a los mártires hermanos? ¡Traición vil!

¡Llegaremos! ¡Vaya si llegaremos! Sólo Dios puede detener nuestro camino y Dios lo quiere. ¡El mundo lo necesita. Y España lo espera.

Frente al altar de la Catedral Compostelana depositaremos, a la hora de la ofrenda sus urnas simbólicas de los 7.000, y en ellos y con ellos ofrendaremos CIEN MIL vidas en flor, para que Cristo no muera ya más en las almas de los jóvenes hermanos de la Hispanidad.

NOTA. — Hoy, a las 8 de la noche, en la iglesia de San Miguel, tendrá lugar la “Hora Apostólica” a la 10ª emisión extraordinaria por Radio Mallorca.

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Riflessioni II: Alla ricerca di sé stessi
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Riflessioni II: Alla ricerca di sé stessi
Eduardo preparò molte schede per uso personale, che usava spesso come traccia per i suoi interventi. Alcune contengono un solo pensiero, ma ce ne sono altre che costituiscono veri e propri schemi, più o meno complessi, difficili da interpretare per chi non sia l’autore stesso. Poiché in queste schede si espone una parte importante del suo pensiero, si pensò di riscriverle in una versione più accessibile a tutti, cercando in ogni momento di riprodurre le sue idee con la massima fedeltà, anche se inevitabilmente si sarebbe perso almeno in parte il suo modo peculiare e molto personale di esprimersi. La difficoltà era aumentata dal fatto che le schede furono scritte, come già detto, con l’intento di aiutare negli interventi orali, mai pensando a una pubblicazione scritta. Questo lavoro di adattamento fu avviato da Guillermo Bibiloni, profondo conoscitore del tema e autore di una “Storia dei Cursillos”, ma rimase incompiuto, probabilmente a causa della sua morte. Il lavoro rimase dimenticato tra gli innumerevoli scritti di Eduardo, fino a quando recentemente fu ritrovato il manoscritto, considerato una grande scoperta. Questa parte, adattata da Guillermo Bibiloni, è quella che si pubblica ora, lasciando per un secondo momento il resto delle schede, che sono tuttora oggetto del lavoro di adattamento necessario per una lettura fluida. Qualche anno fa fu pubblicato un libretto con lo stesso titolo, scritto da Eduardo. Sebbene vi siano possibili coincidenze, il contenuto di queste prime “Riflessioni” e di “Riflessioni II” è diverso, poiché allora, a quanto pare, l’autore non fece uso delle schede a noi note, ma di altre fonti del suo vastissimo archivio.
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